Oggi io posso affermare a ruota libera come il malato da immaginare con pazienza
e parola polisemia di paziente che ha vissuto l’esperienza riferita e scritta
con strampalati pensieri che hanno avuto veramente questo stato d’animo e
d’essersi ritrovato in uno stato di consapevolezza molto chiara nel quale le
funzioni cognitive, le emozioni, il senso d’identità ed i ricordi fin dalla
prima infanzia erano presenti, così come la percezione da una posizione esterna
e sopra il loro corpo "morto". Sulla base della mia testimonianza
affermo che nel caso ho potuto essere io il verificatore, della testimonianza
scritta che storia vera riportata con semplicità e concetti comprensibili alla
nostra portata culturale e di studi elementari da vedere per capire qualsiasi
indagine, avvenuto e chiusa dopo essere stata aperta semplicemente per verifica
e, sappiamo che i fatti accadutomi hanno non durante l’operazione ma nello
stato di coscienza totale, e durante i momenti di questo periodo scritto che si
capisce non vogliono morire di parola sotto all'uomo ma vivere come loro in ossimoro a dire: voglio l’anima mia.
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