sabato 4 ottobre 2014

Amico mio Luigi


 Scrivi qualcosa che sia una lettura ma anche canzonata per esprimere la poesia.
A questo punto mi farai capire scrivendo. Oh! Mi dirai senza scrivere niente che possa portarmi a rispondere alla voce verbale! Che cazzo… dici! Che cazzo vuoi dire. Canta che ti passa la poesia e già stata scritta e sentita vociata.
    Mi fa violenza da solo. Me Faccio violenza perché penso che la mia famiglia tragga pensiero che sia partito di cervello. Non lo so! Di certa incertezza viva pensando: s’è carne di cavallo il mio corpo che anima con spirito del vivente Dio nostro e del cammino e, della stessa vita del figlio fatto uomo.
Mi faccio violenza forse perché non capisco la gente e la famiglia é dentro queste persone simili all’immagine del padre eterno. E chi sa perché mi faccio male. Non ho avuto forse la ragione per capire l’educazione ricevuta dai genitori o dai cervelloni di società?Chi sa! Come la scuola insegna già all’inizio degli anni 60 i miei…tra gli infantili corpi di società. Così s’impara l’educazione giusta se si è frequentata la classe buona a scuola. Io ho frequentato per pochi anni la scuola ma da molto tempo quest’anima è presente la domenica e settimanalmente nei giorni di festa a pregare dentro la chiesa parrocchia del proprio quartiere. Eppure mi faccio violenza. E nell’esagerazione che prendo coscienza. Giusto per fermarmi da questo male curabile e non del tutto ingiustificato perché si fa come me la, gestisco senza controllo. Sufficientemente di questo male che mi sento e parlo, portando a giudizio di Dio il me stesso. Per cercare di capire lo spirito. Nella giusta serietà e serenità. Quale ci spetta con la scritta parola di passione e anche di felice aspetto buono di animo come Gesù è tuttora bravo! Da far rientrare la sua parola nella mia attuale generosità. E così che rientra la propria anima tra questa immensa felicità di croce destata nel senso di padre figlio e spirito santo.
1)Il fatto di fare il bene e non portare simili congiunzioni di comunicazione non basta per scoraggiarsi - annullando il nostro bene con lui che s’ispira per gli altri. E perciò dico io che il male va combattuto con il bene. Anche se il bene non porta simili risultati. Ecco perché riaffermo certe ripetizioni a parola confermata da ripetere le cose anzidette. Fin qui, tutto questo si riscrive perché: mi porta serenità. Una cosa così bella! Da vivere con personalità. E, vivendola appieno soggetto e con contatto sovrumano ripristina lo spirito vivente - dov’è serenamente - dentro la felicità di dio. Che basta per farmi dire che continuerò a incitarmi violenza controindicando la contraddizione giusta per essere qui a scrivere con tutta l’amarezza e peso che è inutile a fermarsi in questa mia che viaggiano verso l’insostituibile parola di violenza e di male interiore. Peccato

1)) Non cediamo a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno. Percorrendola così anche noi; come lui ha girato fin qui sulla terra dell’uomo di dio. Viviamo tutti in quella morte sicura e tenebrosa ma c’è la speranza che porta la fede del figlio a tutti noi mortali la resurrezione propria. Facendo della croce la vita eterna.

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